Gilles Kepel sull’Islam

A cura di: Gianni Galleri

Forse il lettore ne sarà rimasto sconcertato. Gli facciamo le nostre felicitazioni, poiché è fondamentale per pensare il movimento islamista lasciarsi disorientare da questo Oriente. La sorpresa, lo stupore hanno infatti in questo caso valenza euristica. Sono l’antidoto contro la tendenza spontanea dello spirito a ricondurre l’altro a categorie conosciute, vale a dire a negare la sua alterità. In sintesi bisogna accettare di lasciarsi disorientare se si vuole comprendere tutta la ricchezza del movimento islamista.

Così scriveva, nel 1984, Gilles Kepel, in riferendosi al movimento islamista. A nostro avviso il suo ragionamento è perfettamente applicabile a tutto il complesso e a tutta la complessità del mondo islamico.
Questa rubrica si porrà proprio in quest’ottica. Cercare di aiutare a comprendere o quanto meno a rendere meno complesso un universo, che sia per caratteristiche geografiche, sia per incidenze storico-politiche è sempre più vicino a noi. Comprenderlo però non a prezzo di semplificarne le infinite sfaccettature che sempre compongono una realtà complessa. Cercheremo infatti di posizionarci in una luce critica e diversa. Una luce che spazi dall’analisi di termini, che troppo spesso vengono fraintesi, alle interviste a chi del mondo musulmano, ne fa parte o lo studia con professionalità e dovizia. Cercheremo infine di non scordare anche l’opera di selezione dei contenuti, segnalandovi link, di chi questo lavoro lo fa da prima e sicuramente meglio di noi, per finire con la segnalazione delle opere, senza le quali si fa difficile un avvicinamento veramente profondo e accurato al mondo islamico.

Gilles Kepel sull’Islam
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